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mercoledì 15 agosto 2012

Videoarte: Pasolini, il genicidio e il postmoderno filmico

                          

Video come film per immagini in movimento con approccio postmoderno ed elaborazioni di computer grafica.
Le opere raffigurate si trovano a Cuneo.
Un modo diverso di rapportarsi con le opere d'arte che ci capita di ascoltare e di vedere: collegandole tra loro, possono dare vita ad un discorso-racconto che le trascende e ci fa vedere il presente come il passato, in tutta la loro complessità, con sfaccettature molteplici.

sabato 7 aprile 2012

Tiziano Terzani sulla guerra: Afghanistan, Iraq e Stati Uniti


Iraq: il lamento e il tormento.
That isn't a wargame!

Dal 1983 gli Stati Uniti hanno bombardato nel Medio Oriente paesi come il Libano, la Libia, l'Iran e l'Iraq. Dal 1991 l'embargo imposto dagli Stati Uniti all'Iraq di Saddam Hussein dopo la guerra del Golfo ha fatto, secondo stime americane, circa mezzo milione di morti, molti dei quali bambini, a causa della malnutrizione. Cinquantamila morti all'anno sono uno stillicidio che certo genera in Iraq e in chi si identifica con l'Iraq una rabbia simile a quella che l'ecatombe di New York ha generato nell'America […] Quel che tutti sanno invece è che le bombe, le bombe che giorno e notte distruggono, uccidono e scuotono la terra come in un costante terremoto, le bombe sganciate dagli aerei d'argento che piroettano nel cielo di lapislazzulo dell'Afghanistan, sono bombe inglesi e americane, e questo coagula l'odio dei pasthtun, degli afghani e più in generale dei musulmani contro gli stranieri. […] Aspettava solo che gli americani scendessero dai loro aerei e si facessero vedere al suolo, “Se non smettono di bombardare costituiremo piccolo squadre di uomini che andranno a mettere bombe e a piantare la bandiera dell'Islam in America. […] Le vittime di questa guerra non sono soltanto quelle già morte sotto le bombe, ma quelle che moriranno nei prossimi mesi perché le bombe e le mine americane hanno ridotto ulteriormente le già ridottissime aree coltivabili.

da Lettere contro la guerra
di Tiziano Terzani
TEA 2004


                                  
 L'Iraq devastato e martoriato prima dal cielo e poi a terra. I piloti americani si trovano davanti ad una specie di wargame che li deresponsabilizza. Gli attentati come reazione allo strapotere tecnologico di un esercito ricco che detta legge ovunque abbia interessi economici o strategici. La guerra portata a fare stragi di civili incolpevoli e, per la maggior parte, ignari di chi fossero gli americani finché non li hanno conosciuti attraverso i bombardamenti dall'Afghanistan all'Iraq. 
 

sabato 10 marzo 2012

Bigelow e Grossman: la guerra, a volte, come una droga



The hurt locker: artificieri dell'esercito americano in azione in Iraq.
Il film rende il senso di tensione e paura che attanaglia il militare in un luogo in cui i civili odiano coloro che vengono percepiti come invasori e dove la morte può prendere le sembianze di qualsiasi cosa e di qualsiasi essere umano, anche di un cadavere imbottito di esplosivo.
La paura, che a volte crea dipendenza come una droga, viene assaporata come un piacere inebriante per l'adrenalina che mette in circolo, sapendo che si è di fronte ad una sfida per non morire. Abilità a confronto: la sfida tra l'artificiere e chi ha preparato l'ordigno esplosivo è quasi una partita a scacchi che si ripete ogni volta. La bomba è come il nemico in una città occupata: non si sa quale modalità userà per mimetizzarsi, per agire, per uccidere. L'incubo del periodo di missione

"Quando la giornata è fatta solamente di frastuono e sei immerso fino alle orecchie nel calderone della guerra, non la vedi, la tua vita, non la capisci: serve almeno un passo indietro. Solo dalla riva lo sguardo coglie tutta l'imponenza del fiume. Eri davvero tu, qualche minuto prima, in quella furia di acqua e schiuma?"

cambia l'atteggiamento dell'individuo verso chi gli è vicino e verso la società, ogni carattere trova un suo modo di reagire per non soccombere.
La tentazione, in qualche caso, di uccidere o non salvare il compagno d'armi perché troppo spesso mette a repentaglio la vita dei componenti del gruppo.
Come al solito, il film mostra i militari dell'esercito di occupazione americano vestire i panni delle vittime di una popolazione ostile ed infida, sempre pronta a simulare per poi uccidere a tradimento gli eroi.
Gli abitanti locali vengono presentati come persone senza problemi che passano il loro tempo a godersi ,impassibili, dai balconi, l'eventuale spettacolo di un americano che potrebbe morire, come se quella bomba da disinnescare, nella realtà, non ucciderebbe anche loro. La variante è il gruppo di civili che si fingono ingenui e poi fanno esplodere un ordigno che uccide l'ufficiale americano buono, rivelando così tutta la loro perfida indole.


Citazione:
da Vita e destino
di Vasilij Grossman
Adelphi 2011


Per un tuffo nella realtà guarda il video



USA 2008
GENERE: Guerra DURATA: 130′ VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA: 4 PUBBLICO: 3 (giudizio da Morandini 2010)
REGIA: Kathryn Bigelow
ATTORI: Jeremy Renner, Anthony Mackie, Brian Geraghty, Christian Camargo, Evangeline Lilly, Ralph Fiennes, David Morse, Guy Pearce

Oltre ad averlo scritto e diretto, la Bigelow l'ha anche coprodotto.
Fotografia: B. Ackroyd. Montaggio: B. Murawski e C. Innis
Musicato da M. Beltrami e B. Sanders.
Girato in Giordania, vicino al confine con l'Iraq, e a Vancouver.

Nella versione in DVD gli Extra risultano di scarso rilievo