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venerdì 15 agosto 2014
mercoledì 15 agosto 2012
Videoarte: Pasolini, il genicidio e il postmoderno filmico
Video
come film per immagini in movimento con approccio postmoderno ed elaborazioni di computer grafica.
Le opere raffigurate si trovano a Cuneo.
Un modo diverso di rapportarsi con le opere d'arte che ci capita di ascoltare e di vedere: collegandole tra loro, possono dare vita ad un discorso-racconto che le trascende e ci fa vedere il presente come il passato, in tutta la loro complessità, con sfaccettature molteplici.
Le opere raffigurate si trovano a Cuneo.
Un modo diverso di rapportarsi con le opere d'arte che ci capita di ascoltare e di vedere: collegandole tra loro, possono dare vita ad un discorso-racconto che le trascende e ci fa vedere il presente come il passato, in tutta la loro complessità, con sfaccettature molteplici.
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sabato 7 aprile 2012
Tiziano Terzani sulla guerra: Afghanistan, Iraq e Stati Uniti
Iraq:
il lamento e il tormento.
That isn't a wargame!
Dal
1983 gli Stati Uniti hanno bombardato nel Medio Oriente paesi come il
Libano, la Libia, l'Iran e l'Iraq. Dal 1991 l'embargo imposto dagli
Stati Uniti all'Iraq di Saddam Hussein dopo la guerra del Golfo ha
fatto, secondo stime americane, circa mezzo milione di morti, molti
dei quali bambini, a causa della malnutrizione. Cinquantamila morti
all'anno sono uno stillicidio che certo genera in Iraq e in chi si
identifica con l'Iraq una rabbia simile a quella che l'ecatombe di
New York ha generato nell'America […] Quel che tutti sanno invece è
che le bombe, le bombe che giorno e notte distruggono, uccidono e
scuotono la terra come in un costante terremoto, le bombe sganciate
dagli aerei d'argento che piroettano nel cielo di lapislazzulo
dell'Afghanistan, sono bombe inglesi e americane, e questo coagula
l'odio dei pasthtun, degli afghani e più in generale dei musulmani
contro gli stranieri. […] Aspettava solo che gli americani
scendessero dai loro aerei e si facessero vedere al suolo, “Se non
smettono di bombardare costituiremo piccolo squadre di uomini che
andranno a mettere bombe e a piantare la bandiera dell'Islam in
America. […] Le vittime di questa guerra non sono soltanto quelle
già morte sotto le bombe, ma quelle che moriranno nei prossimi mesi
perché le bombe e le mine americane hanno ridotto ulteriormente le
già ridottissime aree coltivabili.
da
Lettere contro la guerra
di
Tiziano Terzani
TEA
2004
L'Iraq
devastato e martoriato prima dal cielo e poi a terra. I piloti
americani si trovano davanti ad una specie di wargame che li
deresponsabilizza. Gli attentati come reazione allo strapotere
tecnologico di un esercito ricco che detta legge ovunque abbia
interessi economici o strategici. La guerra portata a fare stragi di
civili incolpevoli e, per la maggior parte, ignari di chi fossero gli
americani finché non li hanno conosciuti attraverso i bombardamenti
dall'Afghanistan all'Iraq.
sabato 10 marzo 2012
Bigelow e Grossman: la guerra, a volte, come una droga

The hurt locker: artificieri dell'esercito americano in azione in Iraq.
Il
film rende il senso di tensione e paura che attanaglia il militare
in un luogo in cui i civili odiano coloro che vengono percepiti come
invasori e dove la morte può prendere le sembianze di qualsiasi cosa
e di qualsiasi essere umano, anche di un cadavere imbottito di
esplosivo.
La
paura, che a volte crea dipendenza come una droga,
viene assaporata come un piacere inebriante per l'adrenalina che
mette in circolo, sapendo che si è di fronte ad una sfida per non
morire. Abilità a confronto: la sfida tra l'artificiere e chi ha
preparato l'ordigno esplosivo è quasi una partita a scacchi che si
ripete ogni volta. La bomba è come il nemico in una città
occupata: non si sa quale modalità userà per mimetizzarsi,
per agire, per uccidere. L'incubo del periodo di missione
"Quando
la giornata è fatta solamente di frastuono e sei immerso fino alle
orecchie nel calderone della guerra, non la vedi, la tua vita, non la
capisci: serve almeno un passo indietro. Solo dalla riva lo sguardo
coglie tutta l'imponenza del fiume. Eri davvero tu, qualche minuto
prima, in quella furia di acqua e schiuma?"
cambia
l'atteggiamento dell'individuo verso chi gli è vicino e verso la
società, ogni carattere trova un suo modo di reagire per non
soccombere.
La
tentazione, in qualche caso, di uccidere o non salvare il compagno
d'armi perché troppo spesso mette a repentaglio la vita dei
componenti del gruppo.
Come
al solito, il film mostra i militari dell'esercito
di occupazione americano vestire
i panni delle vittime di una popolazione ostile ed infida, sempre
pronta a simulare per poi uccidere a tradimento gli eroi.
Gli
abitanti locali vengono presentati come persone senza problemi che
passano il loro tempo a godersi ,impassibili, dai balconi,
l'eventuale spettacolo di un americano che potrebbe morire, come se
quella bomba da disinnescare, nella realtà, non ucciderebbe anche
loro. La variante è il gruppo di civili che si fingono ingenui e poi
fanno esplodere un ordigno che uccide l'ufficiale americano buono,
rivelando così tutta la loro perfida indole.
Citazione:
da
Vita e destino
di
Vasilij Grossman
Adelphi
2011
Per
un tuffo nella realtà guarda il video
USA
2008
GENERE:
Guerra DURATA: 130′ VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA:
4 PUBBLICO: 3 (giudizio da Morandini 2010)
REGIA:
Kathryn Bigelow
ATTORI:
Jeremy Renner, Anthony Mackie, Brian Geraghty, Christian Camargo,
Evangeline Lilly, Ralph Fiennes, David Morse, Guy Pearce
Oltre
ad averlo scritto e diretto, la Bigelow l'ha anche coprodotto.
Fotografia:
B. Ackroyd. Montaggio: B. Murawski e C. Innis
Musicato
da M. Beltrami e B. Sanders.
Girato
in Giordania, vicino al confine con l'Iraq, e a Vancouver.
Nella
versione in DVD gli Extra risultano di scarso rilievo
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