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domenica 19 gennaio 2014

Citazione da Goethe circa il cattivo governo


Citazione da Goethe (circa il cattivo governo)

A quest'incudine paragono il paese, il martello al signore

     e al popolo la lamiera, che in mezzo si accartoccia.

Guai alla povera lamiera quando solo colpi arbitrari e incerti

    le toccano, e mai appare il caldaio finito.

(da 14., Epigrammi veneziani, Venezia 1790)

lunedì 23 dicembre 2013

Citazione da Coriolano, atto I scena II, Shakespeare

I POPOLANO.   Ah, cura di noi! Ma certo! Ma sì! Il minimo pensiero, non si son mai dati. Noi a morir di fame, e loro coi granai colmi fon sopra i tetti. Fanno editti sull'usura, ma per favorire gli usurai. Ogni giorno è una legge buona che spazzan via: di quelle contro i ricchi, naturalmente. E ogni giorno ne tiran fuori di più infami, per incatenare e schiacciare il povero.

(da Coriolano, atto I scena II, Shakespeare)

giovedì 19 dicembre 2013

mercoledì 18 dicembre 2013

Citazione da Goethe: (Egmont, Atto IV)

IL DUCA D'ALBA. […] Credimi pure, un popolo non diventa vecchio, non mette senno; un popolo rimane sempre infantile.

(Egmont, Atto IV)

martedì 17 dicembre 2013

Citazione da "La fiaba" di Goethe: dovere e felicità

Citazione da La fiaba di Goethe

[…] ognuno adempia il suo compito, ognuno faccia il suo dovere, e i singoli dolori si dissolveranno in una felicità generale, come un'infelicità generale distrugge le singole gioie.

lunedì 16 dicembre 2013

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: l'amore carnale, una piacevole educazione

Però le notti amore mi tiene altrimenti occupato.
   Dotto a metà divengo, ma lieto al doppio sono.
E non m'educo forse spiando del seno leggiadro
   le forme, e via guidando la mano giù per l'anca?
Bene allor prima intendo il marmo; pensando comparo,
   con toccante occhio vedo, con man veggente tocco.

venerdì 13 dicembre 2013

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: sul primato dell'amore

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: sul primato dell'amore

In vero, o Roma, un mondo sei tu; ma pur senza l'amore
 non saria mondo il mondo, e nemmen Roma, Roma.

mercoledì 11 dicembre 2013

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: sullo splendore di Roma

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: sullo splendore di Roma

Sì, qui un'anima ha tutto, fra queste divine tue mura,

      eterna Roma!

martedì 10 dicembre 2013

Citazione da "Faust" di Goethe: circa la morte unificatrice

Citazione circa la morte unificatrice

MEFISTOFELE. […]
Dal palazzo alla piccola casa:
alla fine, la soluzione è, stupidamente, sempre quella.

(da “Faust” di Goethe)

lunedì 9 dicembre 2013

Citazione da "Faust" di Goethe : circa la necessità dell'azione

Citazione circa la necessità dell'azione

FAUST. […] Questa è l'ultima conclusione della sapienza: merita e la libertà e la vita unicamente colui che le deve conquistare ogni giorno!

(da “Faust” di Goethe)

domenica 8 dicembre 2013

Citazione da “Faust” di Goethe: circa l'avidità

FAUST. […] In tal maniera siamo tormentati nel modo più duro: sentire, pure nella ricchezza, quanto ci manca!

(da “Faust” di Goethe)

sabato 7 dicembre 2013

Citazione da "Faust" di Goethe: sull'egoismo


IMPERATORE. La dottrina dell'egoismo è sempre quella: conservare sé stessi, non gratitudine, simpatia, dovere, onore. Non pensate, quando tirate le somme, che l'incendio del vicino consumerà anche voi?

(da “Faust” di Goethe)

martedì 26 marzo 2013

Verdi, Stendhal e...

                      

CHAPITRE XXVIII
Entraîné par les événements, nous n'avons pas eu le temps d'esquisser la race comique de courtisans qui pullulent a la cour de [...] et faisaient de drôles de commentaires sur les événements par nous racontés. Ce qui rend en ce pays-là un petit noble, garni de ses trois ou quatre mille livres de rente, digne de figurer en bas noirs, aux levers du prince, c'est d'abord de n'avoir jamais lu Voltaire et Rousseau : cette condition est peu difficile a remplir. Il fallait ensuite savoir parler avec attendrissement du rhume du souverain, ou de la dernière caisse de minéralogie qu'il avait regue de Saxe. Si après cela on ne manquait pas a la messe un seul jour de l'année, si l'on pouvait compter au nombre de ses amis intimes deux ou trois gros moines, le prince daignait vous adresser une fois la parole tous les ans, quinze jours avant ou quinze jours après le premier janvier, ce qui vous donnait un grand relief dans votre paroisse, et le percepteur des contributions n'osait pas trop vous vexer si vous étiez en retard sur la somme annuelle de cent francs a laquelle étaient imposées vos petites propriétés. M. Gonzo était un pauvre hère de cette sorte, fort noble, qui, outre qu'il possédait quelque petit bien, avait obtenu par le crédit du marquis Crescenzi une place magnifique, rapportant mille cent cinquante francs par an. Cet nomme eût pu dîner chez lui, mais il avait une passion : il n'était a son aise et heureux que lorsqu'il se trouvait dans le salon de quelque grand personnage qui lui dît de temps a autre : Taisez-vous, Gonzo, vous n’êtes qu'un sol. Ce jugement était dicté par l'humeur, car Gonzo avait presque toujours plus d'esprit que le grand personnage. Il parlait a propos de tout et avec assez de grâce : de plus, il était prêt a changer d'opinion sur une grimace du maître de la maison. A vrai dire, quoique d'une adresse pour ses intérêts, il n'avait pas une idée, i prince n'était pas enrhumé, il était quelquefois embarrassé au moment d'entrer dans un salon.Ce qui dans [...] avait valu Gonzo, c'était un magnifique chapeau a i garni d'une plume noire un peu délabrée. qu’il mettait, même en frac; mais il fallait voir la façon dont il portai! cette plume, soit sur la tête, soit a la main : la était le talent et l'importance. Il s informai avec une anxiété véritable de l’état de sante du petit chien de la marquise, et si le feu eût pris au palais Crescenzi. il eût exposé sa vie pour sauver un de ces beaux fauteuils de brocart d'or, qui depuis tant d'années accrochaient sa culotte de soie noire, quand par hasard il osait s'y asseoir un instant.

Da La Chartreuse de Parme

di Stendhal

Classiques Français
 
Daniela Santanchè difende berlusconi
 
                              


lunedì 10 dicembre 2012

Orlando furioso: Ariosto come ministro delle pari opportunità?




Pensò Rinaldo alquanto, e poi rispose:
- Una donzella dunque de' morire
perché lasciò sfogar ne l'amorose
sue braccia al suo amator tanto desire?
Sia maladetto chi tal legge pose,
e maladetto chi la può patire!
Debitamente muore una crudele,
non chi dà vita al suo amator fedele.

64
Sia vero o falso che Ginevra tolto
s'abbia il suo amante, io non riguardo a questo:
d'averlo fatto la loderei molto,
quando non fosse stato manifesto.
Ho in sua difesa ogni pensier rivolto:
datemi pur un chi mi guidi presto,
e dove sia l'accusator mi mene;
ch'io spero in Dio Ginevra trar di pene.

65
Non vo' già dir ch'ella non l'abbia fatto;
che nol sappiendo, il falso dir potrei:
dirò ben che non de' per simil atto
punizion cadere alcuna in lei;
e dirò che fu ingiusto o che fu matto
chi fece prima li statuti rei;
e come iniqui rivocar si denno,
e nuova legge far con miglior senno.

66
S'un medesimo ardor, s'un disir pare
inchina e sforza l'uno e l'altro sesso
a quel suave fin d'amor, che pare
all'ignorante vulgo un grave eccesso;
perché si de' punir donna o biasmare,
che con uno o più d'uno abbia commesso
quel che l'uom fa con quante n'ha appetito,
e lodato ne va, non che impunito?

67
Son fatti in questa legge disuguale
veramente alle donne espressi torti;
e spero in Dio mostrar che gli è gran male
che tanto lungamente si comporti. -
Rinaldo ebbe il consenso universale,
che fur gli antiqui ingiusti e male accorti,
che consentiro a così iniqua legge,
e mal fa il re, che può, né la corregge.

sabato 8 dicembre 2012

Bertold Brecht, La soluzione, 1953

 
Non sarebbe più semplice allora
che il governo
sciogliesse il popolo
e ne eleggesse un altro?

Bertold Brecht, La soluzione, 1953

da Poesie 1933-1956, Einaudi, Torino 1977, p.665

venerdì 7 dicembre 2012

Naomi Klein: L'economia dei disastri e la shockterapia delle privatizzazioni liberiste


Nel febbraio 1993, il Canada era nel mezzo di una catastrofe finanziaria, o almeno così si sarebbe detto leggendo i giornali e guardando la tv. «La crisi del debito incombe» titolava a nove colonne il quotidiano nazionale, il «Globe and Mail». Un programma televisivo molto seguito riferì che «gli economisti prevedono che nel giro di un anno, forse due, il viceministro delle Finanze si recherà al Consiglio dei ministri [...] e annuncerà che il credito del Canada è esaurito [...] Le nostre vite muteranno radicalmente».

[...] molto presto, potenti agenzie di Wall Street come Moody's e Standard and Poor's avrebbero ridotto il nostro rating di credito nazionale dal suo attuale e perfetto triplo A a qualcosa di molto inferiore. Quando ciò fosse accaduto, gli investitori, resi liberi dalle nuove regole della globalizzazione e del libero scambio, avrebbero semplicemente ritirato i loro soldi dal Canada per portarli in un


lunedì 24 settembre 2012

Louis Armstrong - Black and Blue Budapest, 1965


                   

Ho illuminato il nero della mia invisibilità, e viceversa. e così suono
l'invisibile musica del mio isolamento. quest'ultima affermazione non
sembra giusta, vero? Ma lo è; voi sentite questa musica semplicemente
perché la musica si sente e ben di rado si vede, se non dai musicisti. E
questo impulso a metter giù in bianco e nero l'invisibilità non potrebbe
dunque essere un bisogno di trasformare in musica l'invisibilità?


da Uomo invisibile
di Ralph Ellison
Edizioni Einuadi
 
 
 
 
 
 
 
 
TESTO CANZONE
 
What Did I Do to be so Black and Blue

Old empty bed, springs all of lead
Feel like old Ned, wish I was dead
All my life through I've been so black and blue?

Even the mouse ran from my house
They laugh at you and scorn you too
What did I do then to be so black and blue?

I’m white, inside but that don’t help my case
'Cause I can’t hide what is in my face
How will it end, ain’t got a friend
My only sin is in my skin
What did I do to be so black and blue?


lunedì 17 settembre 2012

Ralph Ellison: Uomo invisibile (di qualunque colore sia)

Al di là del colore della pelle la storia è sempre quella

Per quanto interessava loro, noi eravamo tanti nomi scribacchiati su schede elettorali false, da essere usate secondo che gli conveniva o da essere buttate quando non servivano. Era una beffa, una assurda beffa. E poi guardai dietro un angolo delle mia mente e vidi fondersi Jack e Norton ed Emerson in un'unica figura bianca. Erano così simili, tentando ognuno di impormi il suo quadro della realtà e infischiandosene bellamente di come le cose apparivano a me. Io ero semplicemente un materiale, una risorsa naturale da essere sfruttata. Ero passato dall'arrogante assurdità di Norton e di Emerson a quella di Jack e della Fratellanza, ed era la medesima cosa, tranne che adesso io riconoscevo la mia invisibilità.”


da Uomo invisibile
di Ralph Ellison
Edizioni Einaudi






Per coloro che siedono in Parlamento siamo tutti uomini invisibili.
Uno di loro ha detto che bisogna fare riavvicinare i cittadini alla politica e, dicendo questo, dimostra di non avere capito che è la politica che si deve riavvicinare ai cittadini.




lunedì 6 agosto 2012

Alabama J. Coltrane e la strage di Birmingham 1963

                      

Resta il fatto che anche per lui la storia e la razza avevano priorità e tempi oggettivi con cui era necessario fare i conti. Non si sarebbe mai chiuso in sé stesso, isolato, perso in elucubrazioni misticheggianti ("bisogna continuare ad ascoltare gli altri, non diventare mai così assorbiti in sé stessi da non ascoltare") e uno dei brani più belli di tutta la sua carriera è proprio un commento al fatto di cronaca più clamoroso e terribile di quella fase piena di cose terribili. Settembre 1963: il massacro razzista nella cittadina statunitense di Birmingham, con quattro ragazze nere uccise da una bomba razzista in una domenica di sole, suggerisce a Trane l'adagio spettrale di Alabama (modellato, ricorderà McCoy Tyber, sulla struttura ritmica di un discorso di Martin Luther King).



Da Al posto della libertà
Breve storia di John Coltrane
di Vittorio Giacopini
edizioni e/o 2005 








J.Coltrane con Alabama ricorda la strage di Birmingham del 1963 in cui, assistendo alla messa domenicale, persero la vita quattro giovani per il solo fatto di essere di colore.

sabato 4 agosto 2012

Tastiera per un pensionato ottimista 4_Bach Minuetto

                     


Erano stati entrambi a casa in licenza per il giorno del Ringraziamento nel 1968. sette mesi dopo l'assassinio di Martin Luther King, e Soane aveva pianto tutte le sue lacrime nel vedere entrambi i suoi figlioli vivi. Nessuno aveva sparato ai suoi teneri ragazzi colore, né le aveva linciati, molestati, sbattuti in carcere. «Pregare funziona!» aveva gridato quando erano scesi ddalla macchina. Era stata l'ultima volta che li aveva visti interi. […]
Mancavano due ore e venti minuti alla partenza del pullman di Seneca, così lei si chiese se non fosse il caso di trascorrerle in uno dei cinema davanti ai quali era passata. Serpico, L'esorcista, La stangata erano i film del momento, ma le sembrava una sorta di tradimento vederne uno senza il braccio di Eddie intorno alle spalle. Ripensando alla situazione difficile in cui lui si trovava e ai suoi impacciati tentativi di aiutarlo, Seneca fece un sospiro profondo, ma senza correre il rischio di scoppiare in lacrime. Non ne aveva versate neppure quando aveva trovato la lettera d Jan accanto ai biscotti. Ben accudita, amata, forse, da entrambe le madri adottive, sapeva bene di non essere lei ciò che le due madri avevano approvato bensì il fatto che accettasse serenamente i rimproveri, mangiasse quello che le davano, condividesse con altri ciò che aveva e non piangesse mai. […]


da Paradiso
di Toni Morrison
Frassinelli 1998