Visualizzazione post con etichetta turismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta turismo. Mostra tutti i post

venerdì 20 dicembre 2013

“Fontana di Trevi”: fotografia

"Fontana di Trevi" (foto: Daniele Bajani)
La magia di suoni, forme e colori in un dono per chiunque sbuchi in questa piccola piazza che ospita tanta spettacolarità.
(foto: Daniele Bajani)

venerdì 7 giugno 2013

Roma del Belli. sonetto Er Miserere de la Sittimana Santa I° (legge attore) - video

Roma del Belli. Sonetto ER MISERERE DE LA SITTIMANA SANTA. I
ovvero: il clero ber pasciuto ed il popolo affamato
(legge l'attore Maurizio Mosetti)

                 

Tutti l'ingresi de Piazza de Spaggna
Nun hanno antro che ddì ssi cche ppiascere
È de sentì a Ssan Pietro er miserere
Che ggnisun istrumento l'accompaggna.
Defatti, cazzo!, in ne la gran Bertaggna
E in nell'antre cappelle furistiere
Chi ssa ddì ccom'a Rroma in ste tre ssere
Miserere mei Deo sicunnum maggna?
Oggi sur maggna sce sò stati un'ora;
E ccantata accusì, ssangue dell'ua!,
Quer maggna è una parola che innamora.
Prima l'ha ddetta un musico, poi dua,
Poi tre, ppoi quattro; e ttutt'er coro allora
J'ha ddato ggiù: mmisericordiam tua.

                                                       31 marzo 1836

                                                             Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, Piazza di Spagna e San Pietro con la Settimana Santa immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli per bocca del popolo romano.
 
 

martedì 4 giugno 2013

Roma del Belli. sonetto Er bordello scuperto (legge attore) video

Roma del Belli. Sonetto ER BORDELLO SCUPERTO
ovvero: l'immunità dei potenti
(legge l'attore Maurizio Mosetti)

 

Entrato er brigattiere in ner bordello
Je se fa avanti serio serio un prete.
Disce: "Chi ssete voi? cosa volete?"
Disce: "La forza, e pportà llei 'n Castello."
Disce: "Nu lo sapete, bberzitello,
Co cchi avete da fà? nnu lo sapete?
Aspettate un momento e vvederete,
E ttratanto cacciateve er cappello.
Appena poi che ll'averete visto,
Dite a quer zor Vicario der guazzetto
Ch'io nun conosco for ch'er Papa e Ccristo."
Detto ch'ebbe accusì, sse scercò addosso,
Arzò la su' man dritta sur zucchetto,
Se levò er nero e cce se messe er rosso.

                                       11 dicembre 1834

                                       Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, le carceri di Castel S. Angelo e l'immunità dei potenti immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli per bocca del popolo romano.
 
 

domenica 2 giugno 2013

Roma del Belli. sonetto Ricciotto de la Ritonna (legge attore) video

Roma del Belli. Sonetto RICCIOTTO DE LA RITONNA
ovvero: il litigioso rivenditore di commestibili al mercato della Rotonda
(legge l'attore Maurizio Mosetti)
          
                   


Chi? Vvoi? dove? co quella propotenza?
Voi sete er gruggno de spaccià cqui accosto?
Voi cqua, pper dio, nun ce piantate er posto
Manco si er Papa ve viè a ddà lliscenza.
Via sti canestri, aló, bbrutta schifenza.
E cc'è ppoco co mmé da facce er tosto,
Ch'io sò ffigura de maggnatte arrosto
E mme te metto all'anima in cusscenza.
Si tte scechi de fà 'n'antra parola,
Lo vedi questo? è bbell'e ppreparato
Pe affettatte er fiataccio in ne la gola.
State pe ttistimoni tutti quanti
Che sto ladro de razza m'ha inzurtato
E mm'è vvienuto co le mano avanti.

                                                 1 febbraio 1835

                                                       Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, Piazza del Pantheon e il mercato di una volta immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli per bocca del popolo romano.


giovedì 30 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto Perzona che lo pò sapé (legge attore)

Roma del Belli. Sonetto PERZONA CHE LO PÒ SSAPÉ
ovvero: La mancanza di libertà sotto il governo del Papa
(legge l'attore Maurizio Mosetti)




Nò, ccom'è vver'Iddio nun te canzono.
In ne l'usscì ddar Zegretar-de-Stato
Oggi a ddu' ingresi j'ha ddetto un prelato:
"S'accerti che le mmaschere sci suono."
Sia ringrazziat'Iddio, sia ringrazziato!
Tutte st'antre funzione io te le dono.
Io, pe mmé, nun c'è ar monno antro de bbono
Che ggirà ppe le strade ammascherato.
Perché er Papa nun fa cch'er carnovale
Sii da San Stèfino ar ventotto ggiuggno
E da San Pietro poi fin'a Nnatale?
Averìa da capì Ssu' Santità
C'a Rroma co la mmaschera sur gruggno
Ar meno se pò ddì la verità.

                                        17 gennaio 1838

                                               Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, il carnevale romano e la libertà di parola dietro le maschere e le statue parlanti, immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli per bocca del popolo romano.
 
 

mercoledì 29 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto Er voto (legge attore) - video

Roma del Belli. Sonetto ER VOTO
ovvero: Papa Pio VIII e le libagioni in gloria di Dio
(legge l'attore Maurizio Mosetti)



Senti st'antra. A Ssan Pietro e Mmarcellino
Sce stanno scerte moniche bbefane,
C'aveveno pe vvoto er contentino
De maggnà ttutto-cuanto co le mane.
Vedi si una forchetta e un cucchiarino,
Si un cortelluccio pe ttajjacce er pane,
Abbi da offenne Iddio! N'antro tantino
Leccaveno cor muso com'er cane!
Pio Ottavo però, bbona-momoria,
Che vvedde una matina cuer porcaro,
Je disse: "Madre, e cche vvò ddì sta storia?
Sete state avvezzate ar monnezzaro?!
Che vvoto! un cazzo. A ddio pò ddàsse groria
Puro co la forchetta e ccor cucchiaro."

                                  Roma, 2 febbraio 1833

                                                                  Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, il Papa e SS. Pietro e Marcellino immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.
 
 

giovedì 23 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto Le carte in regola (legge attore) - video

Roma del Belli. Sonetto LE CARTE IN REGOLA
ovvero: il battesimo del Papa, il buon costume e lo stato libero.
(legge l'attore Maurizio Mosetti)

                        

Disceva er Papa a chi jje stava intorno:
"Ah fijji, fijji mii, fijji mii cari,
Me pare ar fine ch'è arrivato er giorno
Che smorzamo li moccoli a l'artari.
Già stanno pe arrivà li Carbonari
Pe còscese da loro er pane ar forno.
Dunque addio, fijji mii, fijji mii rari:
Io scappo; e appena che vò Iddio, ritorno.
Cqua le mi' carte. Questo è 'r passaporto:
Cuesto è 'r carteggio co Ddio benedetto:
Cuesta è la fede der Papato corto.
Cuella der bon costume? È in carta bbianca.
Cuella der mi' battesimo? Sta in Ghetto.
Cuella de stato libbero? Ciamanca."

                                   Roma, 29 dicembre 1832

                                                              Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, San Pietro e il Papa immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.
 

lunedì 20 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto Vonno cojjonatte e rrugà! (legge attore) video

Roma del Belli. Sonetto VONNO COJJONATTE E RRUGÀ!
letto dall'attore Maurizio Mosetti

                       


Jer l'antro ebbe d'annà a li Gipponari
Pe russcì verzo Punta-de-diamante,
A crompamme un corpetto da un mercante,
Che, disce Sgorgio, nu li venne cari.
Er padrone era ito a li Ssediari
A cercà un tajjo de pelle de Dante,
C'era un giovene vecchio, ma gargante
Da fatte saccheggià li cortellari.
Io je disse de damme sto corpetto;
E cquer faccia de grinze a mossciarella
Me ne diede uno che nemmanco in Ghetto.
Io bùttelo pe tterra. Er zor Brighella
Se scalla er piscio: io te l'agguanto in petto.
E sai come finì? Co la barella.

                                         Terni, 2 ottobre 1831

                                                        Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, la zona di Campo dei Fiori immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.

giovedì 16 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto Er papa novo (legge attore) video


Roma del Belli. Sonetto ER PAPA NOVO
letto dall'attore Maurizio Mosetti
                       

Stavo giusto ar pilastro der cancello
Der cuartiere a ciarlà co lo scozzone,
In ner mentre smuronno er finestrone,
E sbusciò er Cardinale cor cartello.
E io sò stato stammatina cuello
Ch'è entrato er primo drento in ner portone
Cuanno er Papa saliva in carrozzone,
E l'ho arivisto poi sott'a Ccastello.
Poi sò curzo a Sampietro; ma le ggente
Eremo tante in chiesa, buggiaralle,
Che de funzione nun ne so dì gnente.
In cuanto sia portallo su le spalle
L'ho vvisto, ma volevo puramente
Vedé come je brusceno le palle.

                                Roma, 26 novembre1832

                                                            Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, il Quirinale, il Conclave, il Papa, San Pietro e Castel Sant'Angelo immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.

venerdì 23 novembre 2012

Bellaria Sagra della piadina

                    
 
A Bellaria, in Romagna, anche in settembre ci siamo divertiti con spettacoli e tante cose buone da mangiare.
In Romagna la vacanza ci guadagna!

Sono anche su Facebook oltre a www.danielebajani.altervista.org (sito dedicato a Roma)


domenica 30 settembre 2012

Bellaria: divertirsi alla Playa del Sol parte 2 pomeriggio

                   

A Bellaria, in Romagna, sulla spiaggia della Playa del Sol village ci si diverte gustando la famosa Ciambella Romagnola "pucciata" nell'ottimo vino Albana e conoscendo scrittori vicini di ombrellone.
 
Antica Terra Romandiola

Secolo VII d.C., ultimo baluardo della Romanità nella penisola italica,
territorio fortemente legato all’impero bizantino e tenacemente difeso dalle invasioni barbariche: “Romània” ovvero “territorio soggetto all’autorità dell’Impero Romano d’Oriente” governato attraverso l’”Esarca”, vicerè che riuniva in sé i poteri civile e militare.
Accanto a “Romània”, per designare il territorio esarcale compare
successivamente la forma diminutiva “Romanìola” o, per influsso
provenzale, “Romandìola” letteralmente “piccola Romània”: queste le origine antiche dell’attuale Romagna, ove la vite trova dimora
da oltre due millenni.

Bellaria: divertirsi alla Playa del Sol parte 1 mattino

                               

A Bellaria, in Romagna, sulla spiaggia della Playa del Sol village ci si
diverte con i balli ed i simpatici animatori.Fatemi sapere se volete
vedere i balli completi ed io li caricherò sul mio canale YouTube (se li
scaricherete potrete mantenervi in forma anche a casa d'inverno o
prepararvi in primavera).Sono anche su Facebook oltre a
danielebajani.blogspot.com e
www.danielebajani.altervista.org (sito
dedicato a Roma)

mercoledì 28 marzo 2012

Roma tra arte e natura Villa Doria Pamphilj

                          

Roma è anche Villa Pamphilj con il suo verde che incastona l'arte: luogo di ritrovo anche per correre, giocare, mangiare sull'erba e prendere il sole restando sempre a contatto con architettura e scultura. Moltitudini di romani all'aria aperta lontano dal traffico per ritrovare ritmi naturali nel parco più esteso della capitale.


A quattro passi dal Gianicolo si trova Villa Doria Pamphilj, ancbe detta Bel Respiro, creata nel 1644-52 per Camillo Pamphilj, nipote di quel Papa Innocenzo X che volle rendere splendida Piazza Navona. A metà '800, a seguito dei danni causati dai combattimenti per la Repubblica romana (le palle di cannone sono ancora visibili nel muro ai lati dell'entrata), furono apportati ampliamenti e profonde modifiche nel disegno del verde.
Alla villa si accede, oltre che dalla Via S.Pancrazio del video, anche dalla via Olimpica (a scorrimento veloce) e da quella via Donna Olimpia, sfondo alle vicende del romanzo Una vita violenta di P.P.Pasolini che abitò nella limitrofa via Fonteiana, che divide i due nuclei di...

Potete avere molte altre notizie e immagini sul Sito Roma e G.G.Belli accessibile dalla barra di navigazione in alto
 

giovedì 15 marzo 2012

Roma: Al Gianicolo il tradizionale sparo di mezzogiorno

                          
DAVANTI AD UNO SPLENDIDO PANORAMA IL COLPO DI CANNONE SI RINNOVA OGNI GIORNO

A Roma, sul Gianicolo, ogni giorno alle 12 si rinnova il cosiddetto sparo di mezzogiorno che attira tanti turisti informati. Da questo luogo si può godere uno splendido panorama che spazia sui luoghi più importanti, da Piazza Venezia fino a Castel S.Angelo passando per il Pantheon.



Dal primo dicembre 1847

Per risalire alle origini del tradizionale “botto” di mezzogiorno, che fu sparato il primo dicembre 1847 da Castel S.Angelo, bisogna leggere quanto scritto sul Diario di Roma del giorno precedente.

A maggior comodo del pubblico, affine di ovviare al disordine che può non di rado arrecare il diverso andamento di tanti orologi in questa Capitale, per ordine superiore cominciando da domani 1o dicembre un colpo di cannone tirato dal forte S.Angelo annunzierà ogni dì alla popolazione il vero istante e preciso del mezzogiorno, quale appunto dovrebb'esser in par tempo indicato da tutti gli orologi ben regolati della città”.


Lo sparo del cannone da Castel S.Angelo dava l'avvio al suono delle campane delle chiese romane.
Dal 1904 lo sparo avviene sul Gianicolo usando un obice, la cui bocca da fuoco fu strappata all'esercito austro-ungarico nella prima guerra mondiale.

martedì 13 marzo 2012

Roma raccontata da G.G.Belli


LA GGIRÀNNOLA DER 34
Ce fussi a la ggirànnola jjerzera?
Ma eh? cche ffuntanoni! eh? cche scappate!
Quante bbattajjerie! che ccannonate!
Cristo, er monno de razzi che nun c'era!
E la vedessi quela lusce nera
C'ussciva da le fiamme illuminate?
Nun paréveno furie scatenate
Che vvienissin'a ffà nnas'e pprimiera?
E ll'Angelo che stava in de l'interno
De quer fume co ttutto er zu' palosso,
Nun pareva un demonio de l'inferno?
E 'r foco bbianco? e 'r foco verde? e 'r rosso?
Disce che inzino a cquelli der Governo
Je parze avé sti tre ccolori addosso!

6 aprile 1834

Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

 
vedi sul Sito collegato alla pagina Roma e il Belli che trovi sulla barra di navigazione del blog per avere: notizie sulla cosa, foto, immagini e il passaggio dal romanesco all'italiano

martedì 6 marzo 2012

Grossman V. : lager nazisti e lager stalinisti


        Persecuzioni: l'Altro negato nei lager
                              

Il maggiore Ersov conosceva la vita del lager, vedeva quanto fossero forti la corruzione, la paura, la brama di riempirsi le budella; e vedeva che molti erano pronti a barattare la camicia dì ordinanza con il capotto azzurro e le mostrine di Vlasov. Vedeva l'abbattimento, la piaggeria, la malafede e la rassegazione, vedeva l'orrore in risposta all'orrore, vedeva come tutti restavano paralizzati di fronte al distintivo di un Sicherheitsdienst. [...] Gli disse della fame di certi conoscenti al villaggio che erano morti, di vecchie che avevano perso il senno e di bambini più leggeri di una balalajka o di un pollo. Gli disse delle urla degli affamati, giorno e notte, di izbe sbarrate e finestre cieche.Disse al figlio dei cinqanta giorni di viaggio, in inverno, in un carro bestiame con il tetto sfondato, di morti rimasti per giorni insieme ai vivi. Gli disse di quanto avevano camminato e delle donne con i bambini in braccio. Anche sua madre, malata, aveva dovuto camminare , trascinandosi avaanti con la febbre e la mente annebbiata. Gli disse di quando li avevano portati nel bosco, in inverno, senza una baracca né una capanna, e di come avevano iniziato una nuova vita accendendo falò, dormendo su giacigli di rami dì abete, sciogliendo la neve per berla, seppellendo i morti... "Così ha voluto Stalin" concluse il padre


da Vita e destino
di Vasilij Grossman
Adelphi 2011



Il lager come luogo di persecuzione durante il nazismo, lo stalinismo o in ogni altro momento della storia e del presente in cui delle minoranze vedono la vita divenire un inferno. Primo di una serie dedicata alle persecuzioni di ogni epoca e luogo nei confronti di ogni Altro negato.
Il lavoro sul video parte dalle foto scattate ad un monumento di Cuneo di cui ho scritto in un post precedente. 







domenica 26 febbraio 2012

Grossman V. : L'Altro negato: quando gli esseri umani diventano pezzi


foto D.Bajani
[...] fanno settecentoottatatre... Peccato non aver tenuto conti separati per uomini, donne e bambini... Le donne bruciano prima. Un Brenner esperto sistema i corpi in modo che i vecchi ossuti che fanno tanta cenere brucino accanto a corpi di donna. […] Un Brenner esperto è in grado di determinare dal tumulo ancora integro quanti corpi contiene una fossa […] Lo Scharfuhrer Elf voleva che li chiamassero pezzi, i corpi: cento pezzi, duecento […] Sopra le canaline per l'aria si mette prima la legna secca, poi i ceppi di rovere, che danno delle belle braci calde, poi le donne, poi altra legna, poi gli uomini, altra legna ancora e i pezzi dei corpi non identificati, poi ci si versa sopra la benzina e alla fine, nel mezzo, una bomba incendiaria, dopo di che lo Scharfuhrer dà il comando e le guardie cominciano a sorridere: è l'ora del coro dei Brenner. Il falò è acceso! La cenere viene poi versata nella fossa. E torna il silenzio. Silenzio era e silenzio sarà.[...] tutti capiscono di aver finito[...] i Brenner che hanno riaperto centosedici tombe... Il ragioniere Rozenberg scava la tomba per sé e per gli altri Brenner e intanto conta […] cinquemilaseicentonove cadaveri bruciati.”

La fotografia è una mia interpretazione del monumento dedicato ai martiri dei campi di sterminio e fa parte di un mio progetto di rivisitazione dei monumenti presenti nella città di Cuneo che prevede anche realizzazioni video particolari.
foto D.Bajani
Mi prefiggo, come in questo blog, un approccio alle realizzazioni artistiche che determini una visione nuova di ciò che guardiamo distrattamente tutti i giorni senza riuscire a vedere i richiami che gridano dal passato per farci capire il presente e per ammonirci sul possibile futuro.
Quando l'Altro viene negato può diventare semplicemente un pezzo da maneggiare: sia vittima di razzismo o di omofobia o di xenofobia o di ogni altro tipo di pregiudizio e vessazione, vive con la sensazione di costante precarietà di vita, in balia dell'onnipotenza del padrone di turno.
L'Altro negato moderno viene marginalizzato, respinto in ombra nei ghetti periferici del XXI secolo, braccato e presentato come la causa di ogni problema sociale.
Oggi, come allora, l'Altro negato rappresenta il capro espiatorio su cui ogni tipo di potere punta il dito per allontanare l'attenzione dalle proprie reali malefatte.
Ogni potere, sia economico sia politico sia finanziario sia religioso sia... , cerca di eliminare od allontanare ogni minaccia che potrebbe scaturire dal malcontento di chi non si allinea o di chi vede peggiorare continuamente le proprie condizioni di vita o di chi vede messa in discussione la propria possibilità di sopravvivenza.
L'essere umano può diventare un pezzo nel momento che gli si nega un'identità sostituendo il suo nome con un'etichetta o quando c'è chi può decidere, in virtù della propria posizione di forza, della sua vita, tenendolo in stato di costante precarietà, aggirando o cancellando le leggi esistenti.

Il giorno in cui il nazifascismo si convincerà del proprio definitivo trionfo, il mondo annegherà nel sangue. Se non troveranno più avversari in armi sulla terra, i boia che ammazzano donne, vecchi e bambini non avranno più freni. Perché è l'uomo il primo nemico del fascismo.”

Ma qui non si tratta solo di nazifascismo o di stalinismo, di sangue o di camere a gas: dobbiamo togliere i veli al presente e alle mille sfumature che prende la sopraffazione da parte di chi s'impossessa del potere di decidere della vita altrui.





Citazioni:
da Vita e destino
di Vasilij Grossman
Adelphi 2011