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giovedì 16 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto Er papa novo (legge attore) video


Roma del Belli. Sonetto ER PAPA NOVO
letto dall'attore Maurizio Mosetti
                       

Stavo giusto ar pilastro der cancello
Der cuartiere a ciarlà co lo scozzone,
In ner mentre smuronno er finestrone,
E sbusciò er Cardinale cor cartello.
E io sò stato stammatina cuello
Ch'è entrato er primo drento in ner portone
Cuanno er Papa saliva in carrozzone,
E l'ho arivisto poi sott'a Ccastello.
Poi sò curzo a Sampietro; ma le ggente
Eremo tante in chiesa, buggiaralle,
Che de funzione nun ne so dì gnente.
In cuanto sia portallo su le spalle
L'ho vvisto, ma volevo puramente
Vedé come je brusceno le palle.

                                Roma, 26 novembre1832

                                                            Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, il Quirinale, il Conclave, il Papa, San Pietro e Castel Sant'Angelo immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.

mercoledì 15 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto Rifressione immorale sur Culiseo (legge attore)


Roma del Belli. Sonetto RIFRESSIONE IMMORALE SUR CULISEO
letto dall'attore Maurizio Mosetti

                       

St'arcate rotte c'oggi li pittori
Viengheno a diseggnà co li pennelli,
Tra ll'arberetti, le crosce, li fiori,
Le farfalle e li canti de l'ucelli,
A tempo de l'antichi imperatori
Ereno un fiteatro, indove quelli
Curreveno a vedé li gradiatori
Sfracassasse le coste e li cervelli.
Cqua llòro se pijjaveno piacere
De sentì ll'urli de tanti cristiani
Carpestati e sbranati da le fiere.
Allora tante stragge e tanto lutto,
E adesso tanta pace! Oh avventi umani!
Cos'è sto monno! Come cammia tutto!

                                             4 settembre 1835

                                                Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, il Colosseo immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.

lunedì 13 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto ER DENTE DER PAPA (legge attore)

Roma del Belli. Sonetto ER DENTE DER PAPA
letto dall'attore Maurizio Mosetti

                       

Er Papa aveva un dolore puttano
A un dente maggellanico o ccanino;
E ppe sservisse d'un dentista fino,
Chiamò dda la Ritonna er ciarlatano.
Subbito annò a Ppalazzo er Castellino
A vvede er dente guasto der zoprano;
E lo cacciò ccor un corpo de mano,
Mejjo che ffussi stato un zuccherino.
Nostro Siggnore, o er Papa, ch'è ll'istesso,
Perch'è er padrone de tutta la ggente,
Nun vorze un cazzo fà gguardasse appresso:
E disse: "Bravo! nun ciai fatto ggnente:
Ecchete scento ggnocchi; e ssin d'adesso
Te dichiaramo Cavajjer der dente."

                         Roma, 19 gennaio 1833

                                         Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, il Papa, San Pietro e il Pantheon immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.
 
 

domenica 12 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto L'upertura der concrave (legge attore)


Roma del Belli. Sonetto L'UPERTURA DER CONCRAVE
letto dall'attore Maurizio Mosetti

                         

Senti, senti Castello come spara!
Senti Montescitorio come sona!
È sseggno ch'è ffinita sta caggnara,
E 'r Papa novo ggià sbenedizziona.
Bbe'? cche Ppapa averemo? È ccosa chiara:
O ppiù o mmeno, la solita canzona.
Chi vvòi che ssia? Quarc'antra faccia amara,
Compare mio, Dio sce la manni bbona.
Comincerà ccor fà aridà li peggni,
Cor rivotà le carcere de ladri,
Cor manovrà li soliti congeggni.
Eppoi, doppo tre o cquattro sittimane,
Sur fà de tutti l'antri Santi-Padri,
Diventerà, Ddio me perdoni, un cane.

                                    2 febbraio 1831

                                              Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, il Papam il Conclave in San Pietro e il governo immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.


sabato 11 maggio 2013

Video di M.Mosetti e A.Trimani tratto dallo spettacolo L'INCISCIATURE

Opera multimediale basata sui sonetti di Giuseppe Gioachino Belli
Elaborazioni audio-video e regia a cura di Maurizio Mosetti

L'INCISCIATURE (1/3) I sonetti di Giuseppe Gioachino Belli

                 

L'INCISCIATURE (2/3) I sonetti di Giuseppe Gioachino Belli
 
                  

L'INCISCIATURE (3/3) I sonetti di Giuseppe Gioachino Belli

                  

venerdì 10 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto La cassa de sconto (legge attore) - video

Roma del Belli. sonetto La cassa de sconto
letto dall'attore Maurizio Mosetti

                     

LA CASSA DE SCONTO

Dar Popolo pe annà a li Du' Mascelli
Su la Piazza de Spaggna a mmano manca
In fonno a la Piazzetta Miggnanelli,
Ve viè de petto una facciata bbianca.
Llì, a llettere ppiù ggranne de ggirelli
Tutti indorati, sce sta scritto: Bbanca
Romana. Ebbè, ccurrete, poverelli,
Ché de prìffete llì nnun ce n'amanca.
Sta bbanca inzomma è una scuperta nova
Pe ddispenzà cquadrini a cchi li chiede
In qualunque bbisoggno s'aritrova.
Sortanto sc'è cche sta Bbanca Romana,
Com'ha ddetto quarcuno che cciaggnéde,
Capissce poco la lingua itajjana.

                                 1 dicembre 1834

                                                   Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, Piazza Mignanelli e Piazza di Spagna immortalata in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.

mercoledì 8 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto Er Papa (legge attore)

Roma del Belli. sonetto Er Papa
letto dall'attore Maurizio Mosetti

                       


    Iddio nun vò cch'er Papa pijji mojje
Pe nnun mette a sto monno antri papetti:
Sinnò a li Cardinali, poveretti,
Je resterebbe un cazzo da riccojje.
    Ma er Papa a ggenio suo pò llegà e ssciojje
Tutti li nodi lenti e cquelli stretti,
Ce pò scommunicà, ffà bbenedetti,
E ddacce a ttutti indove cojje cojje.
    E inortr'a cquesto che llui ssciojje e llega,
Porta du' chiave pe ddacce l'avviso
Che cqua llui opre e llui serra bbottega.
    Quer trerregno che ppoi pare un zuppriso
Vò ddì cche llui commanna e sse ne frega,
Ar monno, in purgatorio e in paradiso.
                                  26 novembre 1831

                                             Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

San Pietro e il Papa immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.

Roma del Belli. sonetto La cannonizzazzione (legge attore)

Roma del Belli. sonetto La cannonizzazione
letto dall'attore Maurizio Mosetti

                  

LA CANNONIZZAZZIONE

Domani se santifica a Ssan Pietro
Un zanto stato frate a Ssan Calisto,
Che ssu li santi pò pportà lo sscetro,
E ha ffatto ppiù mmiracoli de Cristo.
Tra ll'antri, a un ceco, duscent'anni addietro,
Che accattava oggni ggiorno a Pponte Sisto,
Lui je messe un ber par d'occhi de vetro,
E dda cuer giorn'impoi scià ssempre visto.
'Na donna senza gamma de man manca
Se maggnò la su' effiggia in ner pancotto,
E in men d'un ette je spuntò la scianca.
A un'antra donna j'apparze in cantina,
E jje diede tre nummeri p'er lotto:
Lei ggiucò er terno, e vvinze una scinquina.

                                               Roma, 9 gennaio 1833

                                                                       Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

La chiesa di Santa Prassede con le sue reliquie, considerata il più importante monumento di arte bizantina in Roma, immortalata in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.

martedì 7 maggio 2013

Roma del Belli. sonetto La mostra de l'erliquie


Roma del Belli. sonetto La mostra de l'erliquie
letto dall'attore Maurizio Mosetti
                  

LA MOSTRA DE L'ERLIQUIE

Tra ll'antre erliquie che tt'ho ddette addietro
C'è ll'aggnello pascuale e la colonna:
C'è er latte stato munto a la Madonna,
Ch'è ssempre fresco in un botton de vetro.
C'è ll'acqua der diluvio: c'è lla fionna
Der re Ddàvide, e 'r gallo de san Pietro:
Poi c'è er bascio de Ggiuda, e cc'è lo sscetro
Der Padr'Eterno e la perucca bbionna.
Ce sò ddu' parmi e mmezzo de l'ecrisse
Der Carvario, e cc'è un po' de vita eterna
Pe ffa er lèvito in caso che ffinisse.
C'è er moccolo che aveva a la lenterna
Dio cuanno accese er zole, e ppoi je disse:
"Va', illumina chi sserve e cchi ggoverna."

                          Roma, 22 gennaio 1833

                                                   Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti


La chiesa di Santa Prassede con le sue reliquie, considerata il più importante monumento di arte bizantina in Roma, immortalata in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.


lunedì 6 maggio 2013

Piazza Navona nel Sonetto del Belli. Er mercato de Piazza Navona

Er mercato de Piazza Navona - Sonetto di G.G.Belli
legge l'attore M.Mosetti
 

                     

Ch'er mercordì a mmercato, ggente mie,
Sce ssiino ferravecchi e scatolari,
Rigattieri, spazzini, bbicchierari,
Stracciaroli e ttant'antre marcanzie,
Nun c'è ggnente da dì. Ma ste scanzie
Da libbri, e sti libbracci, e sti libbrari,
Che cce vienghen'a ffà? ccosa sc'impari
Da tanti libbri e ttante libbrarie?
Tu ppijja un libbro a ppanza vòta, e ddoppo
Che ll'hai tienuto pe cquarc'ora in mano,
Dimme s'hai fame o ss'hai maggnato troppo.
Che ppredicava a la Missione er prete?
"Li libbri nun zò rrobba da cristiano:
Fijji, pe ccarità, nnu li leggete."

                                                  20 marzo 1834

                                                            Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti
 
Piazza Navona con il suo mercato, diverso nei vari periodi dell'anno, immortalato in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.

sabato 4 maggio 2013

A Teta. II - Sonetto di G.G.Belli

A Teta. II - Sonetto di G.G.Belli letto dall'attore Maurizio Mosetti

                     


Pe tterra, in piede, addoss'ar muro, a lletto,
Come c'ho ttrovo d'addoprà l'ordeggno,
N'ho ffatte stragge: e ppe ttutto, sii detto
Senz'avvantamme, ciò llassato er zeggno.
Ma cquanno me sò vvisto in ne l'impeggno
Drento a cquer tu' fienile senza tetto,
M'è pparzo aritornà, peddìo-de-leggno,
Un ciuco cor pipino a ppiggnoletto!
Eppuro, in cuanto a uscello, ho pprotenzione
Che ggnisun frate me pò ffà ppaura:
Basta a gguardamme in faccia er peperone.
Ma cco tté, ppe mmettésse a la misura,
Bisoggnerebbe avé mmica un cannone,
Ma la gujja der Popolo addrittura!

                                        Morrovalle, 10 settembre 1831

                                                       Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

L'obelisco di Piazza del Popolo, una delle bellezze di Roma, immortalato in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito
www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli: ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli.



mercoledì 1 maggio 2013

Piazza Navona. Sonetto di G.G.Belli recitato in video

Piazza Navona. Sonetto di G.G.Belli letto dall'attore M.Mosetti
 
            

Se pò fregà Piazza-Navona mia
E de San Pietro e de Piazza-de-Spagna.
Cuesta nun è una piazza, è una campagna,
Un treàto, una fiera, un'allegria.
  Va' da la Pulinara a la Corzìa,
Curri da la Corzìa a la Cuccagna:
Pe tutto trovi robba che se magna,
Pe tutto gente che la porta via.
  Cqua cce sò tre funtane inarberate:
Cqua una gujja che pare una sentenza:
Cqua se fa er lago cuanno torna istate.
  Cqua s'arza er cavalletto che dispenza
Sur culo a chi le vò trenta nerbate,
E cinque poi pe la bonifiscenza.

                                  Roma, 1 febbraio 1833

                                                                     Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Tanto di più troverete sul sito dedicato a Roma e G.G.Belli raggiungibile dalla barra di naviazione presente in questo blog

sabato 31 marzo 2012

L'attualità di G.G.Belli

 Le banche non prestavano soldi ai poveracci anche allora

LA CASSA DE SCONTO


Dar Popolo pe annà a li Du' Mascelli

Su la Piazza de Spaggna a mmano manca
In fonno a la Piazzetta Miggnanelli,
Ve viè de petto una facciata bbianca.

Llì, a llettere ppiù ggranne de ggirelli

Tutti indorati, sce sta scritto: Bbanca
Romana. Ebbè, ccurrete, poverelli,
Ché de prìffete llì nnun ce n'amanca.

Sta bbanca inzomma è una scuperta nova
Pe ddispenzà cquadrini a cchi li chiede
In qualunque bbisoggno s'aritrova.
Sortanto sc'è cche sta Bbanca Romana,

Com'ha ddetto quarcuno che cciaggnéde,
Capissce poco la lingua itajjana.

1 dicembre 1834

Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Dai versi in romanesco alla prosa in italiano

LA CASSA DI SCONTO

Dal Popolo per andare ai Due Macelli sulla Piazza di Spagna a sinistra in fondo alla Piazzetta Mignanelli, vi viene di petto una facciata bianca. Lì, a lettere più grandi di fuochi d'artificio tutti dorati, ci sta scritto: Banca Romana. Ebbene, correte, poverelli, perché di denaro lì non ne manca. Questa banca insomma è una scoperta nuova per dispensare quattrini a chi li chiede in qualunque bisogno si trova. Soltanto c'è che questa Banca Romana, come ha detto qualcuno che ci andò, capisce solo la lingua italiana.
La banca come forma di usura legalizzata che lucra sui risparmi dei piccoli per prestare solo ai ricchi che, spesso, sono propri azionisti cointeressati ai quali non si chiede alcuna garanzia.

venerdì 23 marzo 2012

Leggendo G.G.Belli sui ricchi e la corruzione: …


Soprusi e malaffare di ieri e di oggi

CUER CHE SSA NNAVlGÀ STA SSEMPRE A GGALLA 
 
 Si ppe 'ggni bbirbaria de sto paese
Un povèta fascessi un ritornello,
E lo mannassi pe le stampe, cuello
Guadaggnerebbe un tern'-a-ssecco ar mese.
    Cqua mme risponni tu: sto maganzese
Potrìa 'mmannisse pe vviaggià in Castello,

Dov'er guadammio der zu' ggiucarello
Sì e nno jj'abbasterebbe pe le spese.
    Mó tte reprico io cche nu lo sai
Tu er praticà de sto paese bbuffo:
Cqua cchi ha ccudrini, nun ha ttorto mai.
    Bbasta de curre a ttempo co lo sbruffo:
Eppoi, senza pericolo de guai,
Spaccia puro pe ffresco er pane muffo.

  Terni, 9 novembre 1832

Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Dai versi in romanesco alla prosa in italiano

QUELLO CHE SA NAVIGARE STA SEMPRE A GALLA

Se per ogni mascalzonata di questo paese un poeta facesse un ritornello, e lo mandasse alle stampe, quello guadagnerebbe un terno secco al mese. Qua mi rispondi tu: questo traditore potrebbe prepararsi per andare a Castello, dove il guadagno del suo giochetto sì e no gli basterebbe per le spese. Ora ti replico io che non lo sai l'andazzo di questo paese buffo: qua chi ha quattrini, non ha mai torto. Basta che corre in tempo per la mazzetta: e poi, senza pericolo di guai, spaccia pure per fresco il pane ammuffito.


Il poeta di ieri i giornalisti di oggi

Pubblicando la denuncia delle innumerevoli malefatte si diventerebbe ricchi ma si rischia di essere querelati (vedi i problemi creati a Gabanelli, Formigli e tanti altri), di mangiarsi i guadagni in parcelle per gli avvocati, e di finire in galera.
Solo chi ha i soldi non viene mai condannato, ungendo le ruote giuste ci si può permettere ogni cosa e restare impunito.


Episodio vero narrato da Mario Bosi

Il Belli, essendo stato derubato di una splendida tabacchiera d'argento che gli era molto cara, si recò a Montecitorio, allora sede della Polizia, perché fossero avviate delle ricerche per ritrovarla. Ottenne solo di consiglio di rivolgersi ad una certa persona e, con il grande sdegno dell'uomo onesto che era, si accorse che la Polizia lo aveva mandato a trattare direttamente con il capo dei ladri.

martedì 13 marzo 2012

Roma raccontata da G.G.Belli


LA GGIRÀNNOLA DER 34
Ce fussi a la ggirànnola jjerzera?
Ma eh? cche ffuntanoni! eh? cche scappate!
Quante bbattajjerie! che ccannonate!
Cristo, er monno de razzi che nun c'era!
E la vedessi quela lusce nera
C'ussciva da le fiamme illuminate?
Nun paréveno furie scatenate
Che vvienissin'a ffà nnas'e pprimiera?
E ll'Angelo che stava in de l'interno
De quer fume co ttutto er zu' palosso,
Nun pareva un demonio de l'inferno?
E 'r foco bbianco? e 'r foco verde? e 'r rosso?
Disce che inzino a cquelli der Governo
Je parze avé sti tre ccolori addosso!

6 aprile 1834

Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

 
vedi sul Sito collegato alla pagina Roma e il Belli che trovi sulla barra di navigazione del blog per avere: notizie sulla cosa, foto, immagini e il passaggio dal romanesco all'italiano

lunedì 5 marzo 2012

Roma: fontana in Piazza Navona


Alla nereide della fontana di piazza Navona piace l'uccello

foto D.Bajani

da lì ratta tolse il guardo pudica
ma ritrovandolo in nuovo sembiante
alla bocca spontaneo corse il sorriso

Rimasta disadorna fino al 1878, la fontana posta sul lato Nord di piazza Navona vide aggiungersi le sculture di Gregorio Zappalà rappresentanti nereidi, putti e cavalli. Naturalmente quella che zampilla è Acqua Vergine.


L'Eva del Peccato originale di Michelangelo sicuramente era tutto meno che pudica.
 


ER PRIMO BOCCONE

Qual è ttra li peccati er più ppeccato
C'abbi fatto ppiù mmale a ttutt'er monno?
Quello primo? Gnornò: manco er ziconno,
O er terzo, o er quarto. Er quinto-gola è stato.

Pe una meluccia, c'averà ccostato
Mezzobbaiocco, stamo tutti a ffonno!
Pe questo er zeggno de st'ossetto tonno
Qua immezzo de la gola c'è rrestato.

Vedi che ber zervizzio ce faceva
Quer cornuto d'Adamo, nun zia mai,
Co quella jotta puttanaccia d'Eva,

Si mai Dio Padre, c'ha ttalento assai,
Nun mannava er fij'unico c'aveva
Giù in terra a rippezzà ttutti li guai.

Roma, 21 novembre 1831


Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti