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domenica 19 gennaio 2014

Citazione da Goethe circa il cattivo governo


Citazione da Goethe (circa il cattivo governo)

A quest'incudine paragono il paese, il martello al signore

     e al popolo la lamiera, che in mezzo si accartoccia.

Guai alla povera lamiera quando solo colpi arbitrari e incerti

    le toccano, e mai appare il caldaio finito.

(da 14., Epigrammi veneziani, Venezia 1790)

giovedì 19 dicembre 2013

martedì 17 dicembre 2013

Citazione da "La fiaba" di Goethe: dovere e felicità

Citazione da La fiaba di Goethe

[…] ognuno adempia il suo compito, ognuno faccia il suo dovere, e i singoli dolori si dissolveranno in una felicità generale, come un'infelicità generale distrugge le singole gioie.

lunedì 16 dicembre 2013

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: l'amore carnale, una piacevole educazione

Però le notti amore mi tiene altrimenti occupato.
   Dotto a metà divengo, ma lieto al doppio sono.
E non m'educo forse spiando del seno leggiadro
   le forme, e via guidando la mano giù per l'anca?
Bene allor prima intendo il marmo; pensando comparo,
   con toccante occhio vedo, con man veggente tocco.

venerdì 13 dicembre 2013

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: sul primato dell'amore

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: sul primato dell'amore

In vero, o Roma, un mondo sei tu; ma pur senza l'amore
 non saria mondo il mondo, e nemmen Roma, Roma.

mercoledì 11 dicembre 2013

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: sullo splendore di Roma

Citazione da “Elegie romane” di Goethe: sullo splendore di Roma

Sì, qui un'anima ha tutto, fra queste divine tue mura,

      eterna Roma!

martedì 10 dicembre 2013

lunedì 9 dicembre 2013

Citazione da "Faust" di Goethe : circa la necessità dell'azione

Citazione circa la necessità dell'azione

FAUST. […] Questa è l'ultima conclusione della sapienza: merita e la libertà e la vita unicamente colui che le deve conquistare ogni giorno!

(da “Faust” di Goethe)

domenica 8 dicembre 2013

Citazione da “Faust” di Goethe: circa l'avidità

FAUST. […] In tal maniera siamo tormentati nel modo più duro: sentire, pure nella ricchezza, quanto ci manca!

(da “Faust” di Goethe)

venerdì 7 giugno 2013

Roma del Belli. sonetto Er Miserere de la Sittimana Santa I° (legge attore) - video

Roma del Belli. Sonetto ER MISERERE DE LA SITTIMANA SANTA. I
ovvero: il clero ber pasciuto ed il popolo affamato
(legge l'attore Maurizio Mosetti)

                 

Tutti l'ingresi de Piazza de Spaggna
Nun hanno antro che ddì ssi cche ppiascere
È de sentì a Ssan Pietro er miserere
Che ggnisun istrumento l'accompaggna.
Defatti, cazzo!, in ne la gran Bertaggna
E in nell'antre cappelle furistiere
Chi ssa ddì ccom'a Rroma in ste tre ssere
Miserere mei Deo sicunnum maggna?
Oggi sur maggna sce sò stati un'ora;
E ccantata accusì, ssangue dell'ua!,
Quer maggna è una parola che innamora.
Prima l'ha ddetta un musico, poi dua,
Poi tre, ppoi quattro; e ttutt'er coro allora
J'ha ddato ggiù: mmisericordiam tua.

                                                       31 marzo 1836

                                                             Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, Piazza di Spagna e San Pietro con la Settimana Santa immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli per bocca del popolo romano.
 
 

martedì 4 giugno 2013

Roma del Belli. sonetto Er bordello scuperto (legge attore) video

Roma del Belli. Sonetto ER BORDELLO SCUPERTO
ovvero: l'immunità dei potenti
(legge l'attore Maurizio Mosetti)

 

Entrato er brigattiere in ner bordello
Je se fa avanti serio serio un prete.
Disce: "Chi ssete voi? cosa volete?"
Disce: "La forza, e pportà llei 'n Castello."
Disce: "Nu lo sapete, bberzitello,
Co cchi avete da fà? nnu lo sapete?
Aspettate un momento e vvederete,
E ttratanto cacciateve er cappello.
Appena poi che ll'averete visto,
Dite a quer zor Vicario der guazzetto
Ch'io nun conosco for ch'er Papa e Ccristo."
Detto ch'ebbe accusì, sse scercò addosso,
Arzò la su' man dritta sur zucchetto,
Se levò er nero e cce se messe er rosso.

                                       11 dicembre 1834

                                       Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Roma, le carceri di Castel S. Angelo e l'immunità dei potenti immortalati in un sonetto del Belli recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile anche dalla barra di naviazione presente in questo blog): ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa il Belli per bocca del popolo romano.