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martedì 3 aprile 2012

A Roma sul Gianicolo si combatteva...

                             

A Roma sul Gianicolo nel 1849 ci si batteva e si moriva per la repubblica negli stessi luoghi che oggi possiamo frequentare spensierati nei momenti liberi. L'Italia ormai è qualcosa di scontato e ci si potrebbe dimenticare che è il frutto della solidarietà e del sacrificio di tanta gente comune spinta da forti ideali. Le gite fatte nell'alone della rievocazione storica lasciano suggestioni più durature e contribuiscono alla formazione di una coscienza civile.

Tanto di più troverete sul sito dedicato a Roma e G.G.Belli raggiungibile dalla barra di naviazione presente in questo blog.



giovedì 22 marzo 2012

Grossman V.: il rapporto tra colpa e indole


La tragicità del rapporto tra colpa e scelta

E il disprezzo peggiore era per Zucenko, un prigioniero di guerra in servizio all'ingresso della camera a gas del turno del mattino. Aveva sempre stampato sul viso una specie di sorriso puerile, e perciò odioso.[...] (Chmel'kov) Aveva scelto di vivere, non c'era altro che desiderasse, ma le morti a cui cercare scampo erano almeno dieci: non voleva morire di fame o di freddo né di diarrrea emorragica, non voleva finire con nove grammi di metallo in testa, non voleva gonfiarsi per un enfisema né lasciare che il cuore gli si riempisse dell'acqua che gli saliva su dai piedi. Non era un criminale, lui, prima faceva il parrucchiere a Kerc e nessuno aveva mai avuto da ridire sulla sua persona, né i vicini di casa, né i padroni al lavoro, né gli amici con cui beveva vino, mangiava pesce affumicato e giocava a domino. Non aveva niente in comune con Zucenko, pensava. Certe volte, però, gli pareva che tra loro ci fosse un'unica, minima differenza: l'umore con cui andavano a lavorare . E cosa poteva importare , a Dio e agli uomini, che uno fosse allegro e l'altro no? Il lavoro restava lo stesso.
Gli sfuggiva una cosa, tuttavia. Zucenko non turbava perché era più colpevole di lui. Zucenko gli faceva orrore perché era nato mostro, e questo lo scagionava. Lui, invece, Chmel'kov, era nato uomo, non mostro.
Capiva confusamente che con i nazisti per chi voleva restare uomo la svelta era semplice: non la vita, ma la morte.



da Vita e destino
di Valilij Grossman
Adelphi 2011


Chmel'kov è turbato perché ritiene che Zucenko, nato mostro, merita di essere scagionato mentre lui, invece, era nato uomo.


                         

Nel compiere un'azione riprovevole, la colpa è inversamente proporzionale alla bontà dell'indole individuale?

Fino a che punto la paura può giustificare certe scelte?

Basta lo spirito con cui si compie un'azione, che si sa essere riprovevole, per scagionare dalla colpa?


domenica 26 febbraio 2012

Grossman V. : L'Altro negato: quando gli esseri umani diventano pezzi


foto D.Bajani
[...] fanno settecentoottatatre... Peccato non aver tenuto conti separati per uomini, donne e bambini... Le donne bruciano prima. Un Brenner esperto sistema i corpi in modo che i vecchi ossuti che fanno tanta cenere brucino accanto a corpi di donna. […] Un Brenner esperto è in grado di determinare dal tumulo ancora integro quanti corpi contiene una fossa […] Lo Scharfuhrer Elf voleva che li chiamassero pezzi, i corpi: cento pezzi, duecento […] Sopra le canaline per l'aria si mette prima la legna secca, poi i ceppi di rovere, che danno delle belle braci calde, poi le donne, poi altra legna, poi gli uomini, altra legna ancora e i pezzi dei corpi non identificati, poi ci si versa sopra la benzina e alla fine, nel mezzo, una bomba incendiaria, dopo di che lo Scharfuhrer dà il comando e le guardie cominciano a sorridere: è l'ora del coro dei Brenner. Il falò è acceso! La cenere viene poi versata nella fossa. E torna il silenzio. Silenzio era e silenzio sarà.[...] tutti capiscono di aver finito[...] i Brenner che hanno riaperto centosedici tombe... Il ragioniere Rozenberg scava la tomba per sé e per gli altri Brenner e intanto conta […] cinquemilaseicentonove cadaveri bruciati.”

La fotografia è una mia interpretazione del monumento dedicato ai martiri dei campi di sterminio e fa parte di un mio progetto di rivisitazione dei monumenti presenti nella città di Cuneo che prevede anche realizzazioni video particolari.
foto D.Bajani
Mi prefiggo, come in questo blog, un approccio alle realizzazioni artistiche che determini una visione nuova di ciò che guardiamo distrattamente tutti i giorni senza riuscire a vedere i richiami che gridano dal passato per farci capire il presente e per ammonirci sul possibile futuro.
Quando l'Altro viene negato può diventare semplicemente un pezzo da maneggiare: sia vittima di razzismo o di omofobia o di xenofobia o di ogni altro tipo di pregiudizio e vessazione, vive con la sensazione di costante precarietà di vita, in balia dell'onnipotenza del padrone di turno.
L'Altro negato moderno viene marginalizzato, respinto in ombra nei ghetti periferici del XXI secolo, braccato e presentato come la causa di ogni problema sociale.
Oggi, come allora, l'Altro negato rappresenta il capro espiatorio su cui ogni tipo di potere punta il dito per allontanare l'attenzione dalle proprie reali malefatte.
Ogni potere, sia economico sia politico sia finanziario sia religioso sia... , cerca di eliminare od allontanare ogni minaccia che potrebbe scaturire dal malcontento di chi non si allinea o di chi vede peggiorare continuamente le proprie condizioni di vita o di chi vede messa in discussione la propria possibilità di sopravvivenza.
L'essere umano può diventare un pezzo nel momento che gli si nega un'identità sostituendo il suo nome con un'etichetta o quando c'è chi può decidere, in virtù della propria posizione di forza, della sua vita, tenendolo in stato di costante precarietà, aggirando o cancellando le leggi esistenti.

Il giorno in cui il nazifascismo si convincerà del proprio definitivo trionfo, il mondo annegherà nel sangue. Se non troveranno più avversari in armi sulla terra, i boia che ammazzano donne, vecchi e bambini non avranno più freni. Perché è l'uomo il primo nemico del fascismo.”

Ma qui non si tratta solo di nazifascismo o di stalinismo, di sangue o di camere a gas: dobbiamo togliere i veli al presente e alle mille sfumature che prende la sopraffazione da parte di chi s'impossessa del potere di decidere della vita altrui.





Citazioni:
da Vita e destino
di Vasilij Grossman
Adelphi 2011


lunedì 23 gennaio 2012

Iacona con presadiretta tra la spazzatura. Noi sul divano a guardare la tv, come dice Celestini, ci limitiamo a commentare?


Interessante la trasmissione che ci ha mostrato discariche laziali e luoghi, come S.Francisco, dove hanno saputo risolvere il problema in modo redditizio e rispettoso dell'ambiente.
La “monnezza” è quel problema nazionale su cui si specula ,sia a livello politico che imprenditoriale, ma che non risolviamo con i nostri commenti e le nostre grida contro i politici corretti o gli speculatori intrallazzatori o il sud che è abitato da “zozzoni” o il nord industriale che nasconde i sui rifiuti sotto il tappeto del sud e mostra il salotto pulito.
Chi ha il potere gioca la partita, che può essere venduta come quella del campionato vero, e lascia a noi solo la parte di quelli che fanno il tifo.

Sta alla nostra intelligenza capire che, non potendo incidere sulle loro decisioni, sempre che non vogliamo fare quella rivoluzione di cui ci parlava Monicelli, possiamo però impegnarci nella limitazione dei quei rifiuti impostici da questa società dei consumi.
Possiamo riappropriarci della nostra capacità di rifiutare tutto il superfluo che ci viene presentato come indispensabile, derobotizzarci per non lasciare a Loro il controllo dei nostri sentimenti o per non diventare dei “replicanti” alla Blade Runner o per non lasciare un mondo alla WALL-E.

Siamo sicuri che: non possiamo sostituire i kg di fazzoletti di carta con un semplice fazzoletto di cotone lavabile? È indispensabile la busta di plastica che ci offrono ogni volta che facciamo un acquisto? È impossibile bere l'acqua del rubinetto invece di quella nella bottiglia di plastica, perché priva di quanto necessario al nostro organismo e non si associa al plin plin? Mandiamo odore di urina quando siamo in ascensore o balliamo? Che le nostre ascelle, lavate regolarmente, senza deodorante riescano a stendere anche chi usa quel famoso prodotto che ridà l'olfatto eccezionale necessario per testarci le ascelle sui mezzi pubblici? È indispensabile cambiare continuamente il cellulare perché non è così performante come ci dicono che dovrebbe essere per non sfigurare con gli amici o per fare cose che non si saremmo mai sognati di fare?... continuate voi.
Consumatori ideali: costantemente insicuri (circa aspetto, odore, prospettive di conseguire o mantenere un lavoro, ...) in uno stato di dipendenza totale da qualcosa o qualcuno che ci vengono “consigliati” di volta in volta.
I rifiuti li aumentiamo noi e gli Altri ci speculano sopra, ben contenti che noi assolviamo diligentemente il compito di bravi consumatori e cittadini che si definiscono, magari, ecologisti impegnati, sempre a disquisire se sia meglio l'inceneritore o la discarica e quali siano i siti più adatti lontani da casa nostra.

sabato 21 gennaio 2012

Canottaggio e vecchie tradizioni a Roma


   Una volta sul Tevere il 1 gennaio si disputava il derby Roma-Lazio di canottaggio ma gli "8"(armi con 8 vogatori + timoniere), a volte, erano allestiti da altri circoli sportivi che così "ci mettevano una pezza" al forfait dato dalle più blasonate Società.

   Se non ricordo male, nel 1972 su entrambi gli armi si videro ai remi gli atleti del Circolo Canottieri