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lunedì 24 settembre 2012

Louis Armstrong - Black and Blue Budapest, 1965


                   

Ho illuminato il nero della mia invisibilità, e viceversa. e così suono
l'invisibile musica del mio isolamento. quest'ultima affermazione non
sembra giusta, vero? Ma lo è; voi sentite questa musica semplicemente
perché la musica si sente e ben di rado si vede, se non dai musicisti. E
questo impulso a metter giù in bianco e nero l'invisibilità non potrebbe
dunque essere un bisogno di trasformare in musica l'invisibilità?


da Uomo invisibile
di Ralph Ellison
Edizioni Einuadi
 
 
 
 
 
 
 
 
TESTO CANZONE
 
What Did I Do to be so Black and Blue

Old empty bed, springs all of lead
Feel like old Ned, wish I was dead
All my life through I've been so black and blue?

Even the mouse ran from my house
They laugh at you and scorn you too
What did I do then to be so black and blue?

I’m white, inside but that don’t help my case
'Cause I can’t hide what is in my face
How will it end, ain’t got a friend
My only sin is in my skin
What did I do to be so black and blue?


lunedì 17 settembre 2012

Ralph Ellison: Uomo invisibile (di qualunque colore sia)

Al di là del colore della pelle la storia è sempre quella

Per quanto interessava loro, noi eravamo tanti nomi scribacchiati su schede elettorali false, da essere usate secondo che gli conveniva o da essere buttate quando non servivano. Era una beffa, una assurda beffa. E poi guardai dietro un angolo delle mia mente e vidi fondersi Jack e Norton ed Emerson in un'unica figura bianca. Erano così simili, tentando ognuno di impormi il suo quadro della realtà e infischiandosene bellamente di come le cose apparivano a me. Io ero semplicemente un materiale, una risorsa naturale da essere sfruttata. Ero passato dall'arrogante assurdità di Norton e di Emerson a quella di Jack e della Fratellanza, ed era la medesima cosa, tranne che adesso io riconoscevo la mia invisibilità.”


da Uomo invisibile
di Ralph Ellison
Edizioni Einaudi






Per coloro che siedono in Parlamento siamo tutti uomini invisibili.
Uno di loro ha detto che bisogna fare riavvicinare i cittadini alla politica e, dicendo questo, dimostra di non avere capito che è la politica che si deve riavvicinare ai cittadini.




lunedì 6 agosto 2012

Alabama J. Coltrane e la strage di Birmingham 1963

                      

Resta il fatto che anche per lui la storia e la razza avevano priorità e tempi oggettivi con cui era necessario fare i conti. Non si sarebbe mai chiuso in sé stesso, isolato, perso in elucubrazioni misticheggianti ("bisogna continuare ad ascoltare gli altri, non diventare mai così assorbiti in sé stessi da non ascoltare") e uno dei brani più belli di tutta la sua carriera è proprio un commento al fatto di cronaca più clamoroso e terribile di quella fase piena di cose terribili. Settembre 1963: il massacro razzista nella cittadina statunitense di Birmingham, con quattro ragazze nere uccise da una bomba razzista in una domenica di sole, suggerisce a Trane l'adagio spettrale di Alabama (modellato, ricorderà McCoy Tyber, sulla struttura ritmica di un discorso di Martin Luther King).



Da Al posto della libertà
Breve storia di John Coltrane
di Vittorio Giacopini
edizioni e/o 2005 








J.Coltrane con Alabama ricorda la strage di Birmingham del 1963 in cui, assistendo alla messa domenicale, persero la vita quattro giovani per il solo fatto di essere di colore.

sabato 4 agosto 2012

Tastiera per un pensionato ottimista 4_Bach Minuetto

                     


Erano stati entrambi a casa in licenza per il giorno del Ringraziamento nel 1968. sette mesi dopo l'assassinio di Martin Luther King, e Soane aveva pianto tutte le sue lacrime nel vedere entrambi i suoi figlioli vivi. Nessuno aveva sparato ai suoi teneri ragazzi colore, né le aveva linciati, molestati, sbattuti in carcere. «Pregare funziona!» aveva gridato quando erano scesi ddalla macchina. Era stata l'ultima volta che li aveva visti interi. […]
Mancavano due ore e venti minuti alla partenza del pullman di Seneca, così lei si chiese se non fosse il caso di trascorrerle in uno dei cinema davanti ai quali era passata. Serpico, L'esorcista, La stangata erano i film del momento, ma le sembrava una sorta di tradimento vederne uno senza il braccio di Eddie intorno alle spalle. Ripensando alla situazione difficile in cui lui si trovava e ai suoi impacciati tentativi di aiutarlo, Seneca fece un sospiro profondo, ma senza correre il rischio di scoppiare in lacrime. Non ne aveva versate neppure quando aveva trovato la lettera d Jan accanto ai biscotti. Ben accudita, amata, forse, da entrambe le madri adottive, sapeva bene di non essere lei ciò che le due madri avevano approvato bensì il fatto che accettasse serenamente i rimproveri, mangiasse quello che le davano, condividesse con altri ciò che aveva e non piangesse mai. […]


da Paradiso
di Toni Morrison
Frassinelli 1998





Birmingham 1963: segregazione, razzismo, strage

                    

La dolorosa storia degli afroamericani che, dopo lo schiavismo, hanno dovuto sopportare ogni sorta di umiliazione, sopruso e violenza. Molti sono morti per il solo fatto di avere richiesto  pari diritti civili o semplicemente per il solo colore della propria pelle. Nel jazz si oggettiva musicalmente tutto il doloroso vissuto di chi, per secoli, ha subito soprusi. La strage di Birmingham fece comporre Alabama a Coltrane.

...i pastori che mantenevano la calma nella chiese piene di manifestanti ricercati dalla polizia finché arrivavano i rinforzi; i vecchi che ricomponevano i corpi martoriati dei giovani; i giovani che allargavano le braccia per proteggere i vecchi dai manganelli che non avrebbero lasciato loro via di scampo; i genitori che asciugavano la saliva e le lacrime dai volti dei figli e dicevano: «Non preoccuparti, tesoro. Non preoccuparti. Non sei e non sarai mai uno sporco negro, un cafro, uno scimmione, un gorilla, nessuna delle cose che i bianchi insegnano a dire ai loro figli. Ciò che tu sei appartiene a Dio».



da Paradiso
di Toni Morrison
Frassinelli 1998



martedì 27 marzo 2012

M.V.Llosa: ricchezza e sfruttamento


Lo sfruttamento e il sopruso, dice Llosa, sono alla base della ricchezza dei paesi industrializzati.

Provenivano tutti dal villaggio di Bonginda, nella parte alta del fiume Congo, dove, non avendo completato le quote del caucciù la Force Publique aveva portato a termine un'operazione punitiva dura quanto quella di Walla. […] in questo modo avrebbe avuto una visione precisa del modo in cui la Compagnia di Julio C.Arana violava le leggi e l'etica nei suoi rapporti con i nativi. […] Roger domandò a Tizòn se credeva che tutte le bilance della Pervian Amazon Company nel Putumayo fossero state manomesse come quelle di Occidente per far credere agli indios di aver raccolto meno caucciù. Tizòn, che aveva perduto ogni capacità di dissimulazione, si limitò a stringersi nelle spalle: “Non lo so, signori. La sola cosa che so è che qui tutto è possibile”. […] Juan Tizòn li informò che Normand riceveva da circa cinque anni il venti per cento del Caucciù raccolto a Matanzas e un “premio” di duecento sterline annuali se il rendimento superava quello dell'anno precedente. […] la rovina della Peruvian Amazon Company, e , pertato, la sua. Una notte, bevendo whisky tiepido, Tizòn confidò a Roger che tutto il suo patrimonio, con l'eccezione di una casa a Lima, era investito in azioni della Compagnia. […] Herbert concordò completamente con lui: avevano toccato con mano che la vera ragione per la quale gli europei si trovavano in Africa non aera aiutare l'africano a uscire dal paganesimo e dalla barbarie, bensì sfruttarlo con una cupidigia senza limiti per l'abuso e per la crudeltà.



da Il sogno del celta
di Mario Vargas Llosa
Einaudi 2011



Si può gridare contro l'immigrato che, abbandonando con dolore la terra a cui sono legati tutti i suoi ricordi ed affetti, cerca un'esistenza dignitosa altrimenti impossibile per quanto hanno fatto in passato gli europei in cerca di facili guadagni?





È cessato lo sfruttamento o si sta cercando di universalizzarlo in forma moderna profittando della crisi creata dallo stesso sistema capitalistico?

La crisi, che massacra i più deboli e lascia indenni i più ricchi, è forse funzionale all'imposizione di nuovi rapporti decisamente sfavorevoli per i lavoratori che divengono maggiormente ricattabili?



Il premio annuale e la percentuale di produzione garantita a Normand nel libro somiglia a certe forme di compenso garantite a managers e amministratori delegati attuali?

Lo stesso si può dire del cointeressamento economico del manager che lo spinge a perpetrare ogni forma di abuso che si riesce a garantire ai fini della maggiore produttività e redditività dell'azienda?

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