Nel
febbraio 1993, il Canada era nel mezzo di una catastrofe finanziaria,
o almeno così si sarebbe detto leggendo i giornali e guardando la
tv. «La crisi del debito incombe» titolava a nove colonne il
quotidiano nazionale, il «Globe and Mail». Un programma televisivo
molto seguito riferì che «gli economisti prevedono che nel giro di
un anno, forse due, il viceministro delle Finanze si recherà al
Consiglio dei ministri [...] e annuncerà che il credito del Canada è
esaurito [...] Le nostre vite muteranno radicalmente».
[...]
molto presto, potenti agenzie di Wall Street come Moody's e Standard
and Poor's avrebbero ridotto il nostro rating di credito nazionale
dal suo attuale e perfetto triplo A a qualcosa di molto inferiore.
Quando ciò fosse accaduto, gli investitori, resi liberi dalle nuove
regole della globalizzazione e del libero scambio, avrebbero
semplicemente ritirato i loro soldi dal Canada per portarli in un