ovvero: il battesimo del Papa, il buon costume e lo stato libero.
(legge l'attore Maurizio Mosetti)
Disceva
er Papa a chi jje stava intorno:
"Ah
fijji, fijji mii, fijji mii cari,Me pare ar fine ch'è arrivato er giorno
Che smorzamo li moccoli a l'artari.
Già stanno pe arrivà li Carbonari
Pe còscese da loro er pane ar forno.
Dunque addio, fijji mii, fijji mii rari:
Io scappo; e appena che vò Iddio, ritorno.
Cqua le mi' carte. Questo è 'r passaporto:
Cuesto è 'r carteggio co Ddio benedetto:
Cuesta è la fede der Papato corto.
Cuella der bon costume? È in carta bbianca.
Cuella der mi' battesimo? Sta in Ghetto.
Cuella de stato libbero? Ciamanca."
Roma,
29 dicembre 1832
Giuseppe
Gioachino Belli, Sonetti
Roma,
San
Pietro e il Papa immortalati in un sonetto del Belli
recitato dall'attore Maurizio Mosetti che ci restituisce tutto il
sapore del romanesco del tempo. Tanto altro potrai trovare sul mio
sito www.danielebajani.altervista.org
dedicato a Roma e a G.G.Belli (raggiungibile
anche dalla barra di naviazione presente in questo blog):
ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che
ne fa il Belli.